ALLEGRI AL NAPOLI? I NUMERI DEI PORTIERI PARLANO CHIARO
Maignan ha affrontato 550 Cross: Milinkovic-Savic e Meret possono essere i portieri giusti per Allegri?
Di Riccardo Caprai | 29 Maggio 2026

Il valzer delle panchine è il vero spettacolo dell’estate italiana, e quest’anno il palcoscenico se lo prende tutto lui: Massimiliano Allegri. Esonerato dal Milan dopo aver fallito l’obiettivo minimo — il quarto posto, la porta d’accesso a quella Champions League che a Milanello consideravano un diritto divino — il tecnico livornese è già pronto a risedersi. Destinazione: Napoli. Aurelio De Laurentiis, archiviata l’era Conte con un divorzio che profumava di inevitabile, sta per consegnare le chiavi del Maradona a un allenatore che del pragmatismo ha fatto religione.
Ma qui non parliamo di moduli, né di filosofie tattiche in senso lato. Qui parliamo di portieri. Perché se c’è una cosa che i dati della Serie A 2025/26 ci raccontano con brutalità chirurgica, è che il sistema difensivo di Allegri al Milan ha scaricato sulle spalle di Mike Maignan un peso enorme, e che il Napoli, per struttura e numeri, potrebbe offrire ai suoi estremi difensori una vita decisamente più comoda.
La domanda è una sola: Vanja Milinkovic-Savic e Alex Meret sono portieri idonei per il gioco di Allegri?
Come sempre abbiamo aperto il database di OPTA By Stats Perform, nostro fidato partner ufficiale.
IL MILAN DI ALLEGRI: UNA SQUADRA CHE HA LASCIATO SOLO IL SUO PORTIERE
Per capire cosa attende il portiere di Allegri, bisogna prima capire cosa ha subìto il Milan in questa stagione. I numeri di squadra sono eloquenti, e in alcuni casi francamente impietosi.
570 cross su azione concessi. Ripetiamolo: cinquecentosettanta. È un dato che fa tremare ed incredibilmente alto. Significa che il Milan di Allegri, partita dopo partita, ha permesso agli avversari di mettere palloni in area con una frequenza allarmante. Per un portiere, ogni cross è una decisione: uscire o restare? Difendere lo spazio o difendere la porta? Fidarsi dei difensori oppure uscire con coraggio?
Mike Maignan ha affrontato 550 cross in area ed è stato chiamato a 41 uscite alte totali, con il 75% dei cross reclamati con successo e 36 good high claim — prese aeree pulite, di quelle che tolgono il pallone dalla mischia e lo mettono in cassaforte. Zero cross non reclamati: ogni volta che Magic Mike è uscito, ha preso la palla. Ogni singola volta.
Ma il punto non è l’attitudine di Maignan (della quale abbiamo parlato nel podcast ascoltalo qui). Il punto è che il sistema Milan lo ha costretto a un lavoro erculeo nel gioco aereo, perché la fase difensiva sulle catene laterali è stata un colabrodo.
E i tiri? 252 tiri subiti da dentro l’area, 161 da fuori area. Totale: 413 conclusioni verso la porta. Con una linea di fuorigioco piazzata a 25.4 metri dalla propria porta — un blocco medio-basso, coerente con la natura conservativa di Allegri — il Milan ha scelto di difendersi stretto, accettando di concedere spazi per le conclusioni dalla distanza ma, almeno in teoria, proteggendo la zona calda davanti al portiere.
Il PPDA degli avversari (Passes Per Defensive Action, ovvero quanti passaggi l’avversario riesce a fare prima di subire un’azione difensiva) si è attestato a 15.6: un dato che indica un pressing relativamente passivo, un Milan che ha accettato di aspettare piuttosto che aggredire. Ne consegue che i 219 recuperi alti subiti — con 43 tiri derivanti da questi recuperi — raccontano di una squadra vulnerabile nelle transizioni, che quando perdeva palla nella metà campo avversaria pagava dazio.
IL NAPOLI DI CONTE: UNA FORTEZZA (SOPRATTUTTO SUI CROSS)
Ora spostiamoci a Fuorigrotta e guardiamo cosa ha costruito Antonio Conte prima di lasciare. I numeri del Napoli sono di un altro pianeta, in particolare su un dato che per i portieri è fondamentale: 343 cross su azione concessi.
Trecentoquarantatré contro cinquecentosettanta. Il Napoli ha concesso 227 cross in meno rispetto al Milan. Duecentoventisette. Non è una differenza: è un abisso.
Per i portieri partenopei, questo si è tradotto in un lavoro aereo drasticamente ridotto. Milinkovic-Savic, in 27 presenze, ha affrontato 296 cross in area — quasi la metà di Maignan — con 27 uscite alte e un dato che colpisce: 91% di cross reclamati con successo, con 25 good high claim. Meret, nelle sue 10 presenze, mostra numeri ancora più impressionanti in percentuale: 94 cross affrontati, 9 uscite alte, 96% di successo, 8 good high claim.
Certo, il campione statistico di Meret è limitato. Ma la tendenza è inequivocabile: il Napoli è una squadra che difende i cross prima che arrivino in area, e quando arrivano, i suoi portieri li gestiscono con percentuali di successo superiori a quelle del ben più celebrato Maignan.
Sui tiri subiti, il Napoli presenta 216 conclusioni da dentro l’area e 163 da fuori — 36 tiri in meno da dentro l’area rispetto al Milan, un dato significativo perché le conclusioni ravvicinate sono quelle a più alta conversione. I recuperi alti subiti sono simili (215 contro 219), ma i tiri derivanti da questi recuperi sono 36 contro i 43 del Milan: il Napoli, anche quando subisce una riconquista alta, riesce a contenere meglio il danno.
Il PPDA avversari a 16.1 conferma una filosofia difensiva non troppo dissimile nei numeri grezzi, ma la vera differenza è nella linea difensiva a 29.8 metri — ben 4.4 metri più alta rispetto al Milan. Il Napoli di Conte ha difeso più in avanti, accorciando il campo e riducendo lo spazio tra i reparti. Per un portiere, questo significa una cosa precisa: più spazio alle spalle da coprire, più necessità di keeper sweeping — le uscite fuori area per anticipare i lanci in profondità.



MAIGNAN: IL MURO CHE HA TENUTO IN PIEDI IL MILAN
Entriamo nel cuore dell’analisi: lo shot-stopping, la capacità di parare.
Mike Maignan ha disputato 36 partite in Serie A, subendo 127 tiri nello specchio e realizzando 99 parate — percentuale del 74,02%. Di queste, 61 parate da dentro l’area e 33 da fuori area. Ha bloccato 36 tiri in presa — fondamentale: la presa è il gesto tecnico che neutralizza definitivamente l’azione, impedendo ribattute e seconde palle — con sole 7 respinte, un rapporto presa/respinta di 5:1 che testimonia la sicurezza nelle mani e la grande abilità di Maignan nell’andare in presa.
Il dato più significativo? L’xGOT (Expected Goals On Target) di Maignan è stato 40,96: in base alla qualità e alla posizione dei tiri subiti, ci si sarebbe aspettati circa 41 gol. Ne ha incassati 32 (escludendo le autoreti). Questo genera un Goals Prevented di +8,96 — quasi nove gol in meno del previsto. In una stagione. È un dato da fuoriclasse assoluto, che colloca Maignan tra i migliori portieri d’Europa per rendimento reale rispetto all’atteso.
Ma ecco il punto cruciale: Maignan ha avuto bisogno di essere un fuoriclasse perché il sistema glielo ha imposto. 127 tiri nello specchio in 36 partite significano mediamente 3,5 conclusioni a partita da neutralizzare. Il carico di lavoro è stato enorme.
MILINKOVIC-SAVIC: IL portiere CHE DEVE ANCORA DIMOSTRARE
Vanja Milinkovic-Savic — 27 presenze, il portiere che ha giocato di più nel Napoli di questa stagione — presenta un quadro diverso. 79 tiri nello specchio subiti, 56 parate, percentuale del 69,62%. Numeri inferiori a Maignan, ma attenzione: il contesto è radicalmente differente.
Partiamo da ciò che funziona. Le 30 parate da dentro area e le 25 da fuori area mostrano un portiere chiamato a intervenire quasi equamente sulle due distanze — e qui emerge una particolarità: la proporzione di tiri da fuori area parati è più alta rispetto a Maignan (25 su 56 totali, il 44,6%, contro il 33,3% del francese). Questo riflette sia la struttura difensiva del Napoli sia le caratteristiche fisiche del serbo: con i suoi 202 cm di altezza, Milinkovic-Savic copre uno specchio enorme e può risultare particolarmente efficace sulle conclusioni dalla distanza, dove la fisicità e il posizionamento contano molto.
I 25 tiri bloccati in presa e le 8 respinte danno un rapporto di circa 3:1 — meno dominante di Maignan nella gestione della presa, ma comunque solido. Qui un allenatore dei portieri di alto livello potrebbe lavorare molto: la presa è un fondamentale tecnico che si affina con l’allenamento specifico, e il margine di crescita c’è.
L’xGOT di 24,61 con 24 gol subiti produce un Goals Prevented di +0,61: Milinkovic-Savic ha parato esattamente quello che ci si aspettava. Non è un dato negativo — significa che ha fatto il suo lavoro — ma non è nemmeno il +8,96 di Maignan. È neutro. Solido. Onesto.
E sul Keeper Sweeping? 18 interventi fuori area in 27 presenze, 0,67 a partita. Meno di Maignan (0,67 a partita anche lui, 24 in 36 presenze), ma il dato va letto nel contesto della linea difensiva: il Napoli difende a 29,8 metri, quasi 30 metri dalla porta, e questo richiede un portiere che sappia leggere le palle in profondità, uscire con tempismo ed avere una grande attitudine nella copertura dello spazio. Milinkovic-Savic lo ha fatto con una frequenza identica a Maignan, ma con una linea difensiva molto più alta, il che, ci fa intendere, che il Serbo abbia una minore capacità di coprire lo spazio rispetto al Francese.
MERET: cosa dicono i suoi (pochi) dati
Il caso di Alex Meret è il più delicato. Solo 10 presenze in stagione — un campione troppo piccolo per trarre conclusioni definitive, ma sufficiente per individuare alcune tendenze.
31 tiri nello specchio, 19 parate, percentuale del 61,29%. È il dato più basso dei tre: quasi 13 punti percentuali sotto Maignan, 8 sotto Milinkovic-Savic. Le 12 parate da dentro area e le 7 da fuori area sono coerenti con il minutaggio ridotto, ma il rapporto con i gol subiti è negativo: 12 gol in 10 partite, 1,2 a partita.
Gli 8 tiri bloccati in presa con sole 2 respinte mostrano un portiere che, quando blocca, lo fa bene — ma il volume complessivo è insufficiente. L’xGOT di 10,25 con 12 gol subiti genera un Goals Prevented di -1,75: Meret ha subito quasi due gol in più di quanto il modello si aspettasse. In 10 partite.
Dove Meret brilla — e brilla davvero — è sui cross: 96% di cross reclamati con successo, il dato più alto dei tre. Ma 94 cross affrontati in 10 partite sono pochi, troppo pochi per costruirci una tesi solida. È una promessa, non una garanzia.
LA DOMANDA CHIAVE: secondo i dati, COSA CHIEDErà ALLEGRI AL SUO PORTIERE?

Massimiliano Allegri solitamente, chiede al suo numero uno tre cose fondamentali, e lo ha dimostrato spesso in ogni sua esperienza:
1. Sicurezza sui cross e dominio dell’area. Il Milan ha concesso 570 cross su azione: Allegri sa di allenare squadre che, per filosofia difensiva (blocco basso, linea a 25 metri), invitano gli avversari a crossare. Il portiere deve essere il padrone assoluto dell’area di rigore. Maignan ha fatto il suo, senza eccellere, con 41 uscite alte, 75% di successo, zero errori ma il volume di lavoro era veramente molto alto.
2. Shot-stopping affidabile, soprattutto da dentro l’area. Con 252 tiri subiti da dentro l’area, il Milan ha chiesto a Maignan interventi continui nella zona più pericolosa. Il portiere di Allegri deve parare. Punto. Non deve essere spettacolare, deve essere efficace.
3. Gestione delle transizioni difensive. I 43 tiri da recuperi alti subiti dal Milan dicono che Allegri accetta il rischio in uscita — forse più di quanto si creda — e quando la palla viene persa, il portiere deve essere pronto alla reazione immediata, all’uno-contro-uno, alla difesa della porta.
Se Allegri dovesse davvero firmare con il Napoli, avrà bisogno di un nuovo portiere, oppure la coppia Savic-Meret è idonea per il suo stile di gioco?

