FILIPPI ALLA FIORENTINA, BORRI AL NAPOLI: IL VALZER DEGLI ALLENATORI DEI PORTIERI. MA QUALCOSA NON TORNA.
Di Goalkeepermania | 21 Giugno 2026

Giugno è il mese delle porte girevoli, e nel mondo degli allenatori dei portieri la giostra ha già cominciato a girare. Secondo le nostre fonti, due movimenti importanti starebbero per ridisegnare la mappa degli staff tecnici in Serie A: Claudio Filippi starebbe per diventare il nuovo allenatore dei portieri della Fiorentina, mentre Daniele Borri, suo collaboratore al Milan, seguirebbe Massimiliano Allegri al Napoli per ricoprire lo stesso ruolo.
Due notizie. Due pesi. Due misure molto diverse.
Filippi a Firenze: un profilo di garanzia
Partiamo dalla prima notizia. Se confermato, l’arrivo di Claudio Filippi a Firenze rappresenterebbe una scelta di assoluto spessore. Parliamo di un professionista con un curriculum che non ha bisogno di presentazioni: Storico allenatore dei portieri della Juventus con l’ultimo anno insieme ad Allegri al Milan. Se venisse confermata questa notizia Filippi tornerebbe a lavorare con Fabio Paratici.
Detto questo, sarebbe ingeneroso non sottolineare il lavoro straordinario compiuto da Giorgio Bianchi e Alessandro Dall’Omo negli ultimi due anni alla Fiorentina. Due stagioni in cui hanno preso un portiere arrivato con le valigie piene di talento ma anche di dubbi — David De Gea — e lo hanno rimesso al centro del villaggio. Non solo dal punto di vista tecnico, ma umano. Chi ha occhio per questo mestiere sa quanto sia complesso ricostruire un portiere che arriva da un anno di inattività. Bianchi e Dall’Omo ci sono riusciti con discrezione e competenza, e il rendimento di De Gea in maglia viola è la loro firma silenziosa. Ovunque andranno, porteranno con sé un lavoro che parla da solo.
A Filippi il compito di raccogliere un’eredità pesante e costruire il prossimo capitolo. Le credenziali per farlo, le ha tutte.
Borri al Napoli: la storia si ripete?

Qui il discorso cambia radicalmente. E il tono, inevitabilmente, si fa più critico.
Daniele Borri, secondo quanto ci risulta, lascerebbe il Milan al seguito di Allegri per diventare il primo allenatore dei portieri del Napoli. Un salto enorme — forse troppo? — per un profilo che fino a ieri ricopriva il ruolo di collaboratore, non di responsabile. Assistente di Filippi, ma il lavoro di primo allenatore ha tutt’altra responsabilità.
E qui il déjà vu è impossibile da ignorare.
La mente corre dritta a Tommaso Orsini alla Juventus. Anche in quel caso, un giovane collaboratore di Filippi catapultato nel ruolo di primo allenatore dei portieri di un top club, senza un percorso di “prima squadra” alle spalle. E i risultati? La stagione di Di Gregorio e Perin sotto la sua gestione non è stata esattamente da incorniciare. Lo avevamo scritto, lo avevamo analizzato con i dati alla mano. La storia, se non la studi, la ripeti.
Ma c’è un elemento che rende il caso Napoli ancora più difficile da comprendere.
Perché per far spazio a Borri, il Napoli starebbe mandando via Alejandro Rosalen López. Sì, lo stesso Rosalen López che ha lavorato con Meret, Savic, Caprile e Scuffet nelle ultime stagioni. Lo stesso che era nello staff tecnico durante gli ultimi due Scudetti del Napoli. Un professionista con esperienza consolidata, risultati certificati e la fiducia dello spogliatoio.
Sostituire un uomo che ha vinto e che ha fatto performare alla grande i portieri, con uno che non ha mai guidato in prima persona un reparto portieri in Serie A è una scommessa che andrà verificata sul campo. Quando la scommessa riguarda il ruolo più delicato del campo — quello in cui la psicologia pesa quanto la tecnica — il rischio di pagarne le conseguenze è altissimo. Sia chiaro, se tutto questo dovesse essere confermato, auguriamo a Borri il meglio, ma il dubbio tecnico pensiamo che sia legittimo.
Nel calcio moderno si spendono milioni per i portieri, si investono fortune in data analysis e scouting, ma quando si tratta di scegliere chi quei portieri li deve allenare, gestire e proteggere ogni giorno, spesso si finisce per seguire logiche di staff e non di competenza.
Se vengono scelti gli allenatori in base al tipo di gioco che la società vuole, perchè, spesso, non si scelgono gli allenatori dei portieri in base alle caratteristiche dei portieri stessi?
Pensate che i portieri siano tutti uguali? che abbiano tutti le stesse caratteristiche? Vi sbagliate. Così come vi sbagliereste se pensaste che gli allenatori dei portieri siano tutti uguali. No. Non è così.
Con questo non vogliamo dire che Borri non sia competente, assolutamente, ma è la scelta del Napoli (e di mister Allegri?) che ci lascia perplessi.
Filippi a Firenze è una scelta di consapevolezza.
Borri a Napoli, almeno sulla carta, è una scelta “strana”, un rischio, sia per il club, che per Borri stesso.
Il campo, come sempre, darà il suo verdetto. Ma noi il dubbio, oggi, lo mettiamo a verbale.
Le informazioni riportate sono basate su fonti riservate e al momento non ufficialmente confermate dai club interessati.

