Atalanta Bergamasca Calcio

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ATALANTA TRA MERCATO E OBIETTIVI: VENDERE BENE , MA SENZA SMETTERE DI PUNTARE IN ALTO

Scritto da Marco, Founder di MondoAtalanta pagina Instagram                                                                                                        

Questa sessione di mercato estiva sta regalando sorprese in Serie A, e di riflesso coinvolgono anche l’Atalanta.

La Dea si sta rivelando tra le più attive, e non a caso è stata la prima a piazzare il colpo Musso tra i pali, forse il più scontato, ma non banale.

Dopo un anno di covid, la situazione economica in Europa rimane instabile, ma soprattutto in Serie A si sta assistendo a numerosi cambi della guardia, prestiti e operazioni di mercato improvvise, al limite del necessario, ma ben ponderate. Soprattutto in casa bergamasca.

Vediamo un attimo di fare il punto della situazione, cercando di scoprire i motivi di queste scelte di mercato da parte degli orobici.

(S)VENDERE BENE- Romero è passato al Tottenham per una cifra che si aggira intorno ai 57 milioni, per molti troppo per un giovane che ha “azzeccato” un anno al top, per i tifosi della Dea invece pochi, dato che il giocatore ha dimostrato di essere imprescindibile.

Fatto sta che in tempi difficili per il calcio, tutto ciò che arriva è oro colato, e imprenditorialmente parlando, la scelta di vender subito il gioiello argentino da parte di Percassi si è rivelata una scelta più che saggia, irrinunciabile.

Stessa destinazione di Gollini, messo alla porta da Gasperini dopo il diverbio avuto la passata stagione nell’affare Gomez, che non a caso ha portato alla cessione dell’argentino e probabilmente a quella di Ilicic, altro giocatore coinvolto e di fatto non più nei piani della società che aspetta un acquirente (Milan in pole, ma occhio a questo punto all’Inter e squadre medio-basse).

Nel momento in cui scrivo questo pezzo, si vocifera del passaggio di Lukaku al Chelsea, e di conseguenza della volontà dell’Inter di prendere subito l’usato sicuro Zapata. Come detto precedentemente, di fronte a 50-60 milioni sarebbe da pazzi non vendere subito un 30enne, ma a Bergamo sanno benissimo quanto sia alto e inestimabile il valore intrinseco del colombiano.

Se andasse in porto anche questa uscita, in totale Percassi incasserebbe circa 120-130 milioni. Ancora una volta un capolavoro, ma i tifosi ora pretendono acquisti intelligenti che possano continuare a farli sognare in grande.

SOGNARE A BASSO COSTO- All’uscita di Gollini corrisponde l’acquisto per 20 milioni di Musso, all’uscita di Romero corrispondono le entrate di Demiral (5 prestito con diritto di riscatto fissato a 25 milioni), Lovato (11 milioni) e Pezzella dal Parma.

Occhio e croce circa 60 milioni che solo il campo potrà dirci se ben spesi oppure no. All’appello mancano ancora il vice De Roon (Koopmeiners il primo, ma sempre più lontano) e e a questo punto un attaccante che possa sostituire Zapata, forse il colpo più difficile da digerire e che richiederà molta intelligenza, ascolto e lungimiranza.

A questo punto Boga non avrebbe senso, tenere Piccoli e Lammers sarebbe il minimo, ma i tifosi chiedono qualcosa di più. Belotti sarebbe una pista abbastanza percorribile, dato che il Gallo conosce la piazza (bergamasco doc), è in rotta con Cairo e sicuramente sarebbe allettato dall’idea di giocare finalmente in Champions da titolare.

Neanche in questo caso si avrebbe la certezza di una quarta qualificazione in Champions, ma sarebbe sicuramente un passo in avanti coraggioso della società, che a quel punto dimostrerebbe di voler puntare su giocatori congrui con lo spirito di sacrificio e abnegazione tipica della Dea, che come abbiam visto, insieme al gioco orchestrale di Gasperini, è la vera forza di questo gruppo fantastico.

IL GASP PENSIERO- Abbiamo visto il mercato dal punto di vista della società, ma cosa ne pensa il diretto interessato, Gian Piero Gasperini?

In questi anni il tecnico di Grugliasco ha trasformato in oro ciò che passava a Zingonia, perciò sarebbe ancora disposto a mettere a disposizione la sua lungimiranza e poteri da Pigmalione per il bene dell’Atalanta, anche digerendo cessioni illustri, alle quali però è abituato.

A conferma della sua compostezza quasi impronosticabile, ci sono le dichiarazioni rilasciate nella conferenza stampa post-partita contro il Pordenone, in cui svela la sua volontà di puntare fermamente sui giovani e su chi rimarrà alla Dea.

Parole e pensieri che un po’ cozzano con quelli esternati fino allo scorso gennaio, dove al contrario chiedeva giocatori pronti, ma non si tratta di incoerenza, ma consapevolezza.

Gasp è consapevole di dover ridare equilibrio tra giovani ed esperti nel gruppo, sottostando al diktat della società, e facendolo con ciò che dispone, ma alle sue condizioni.

Gli scarti (Piccoli, Da Riva, Scalvini, Del Prato) diventeranno le prime risorse a cui affidarsi, perché Gasperini cambia tanto, ma dimentica poco: tutto partì da quella formazione infarcita di giovani disposta contro il Crotone nel 2016, e spera che a 5 anni di distanza il miracolo possa nuovamente ripetersi. Senza fretta sì, ma senza sosta, perché questa Dea non ha nessuna intenzione di fermarsi e puntare al ribasso, né in campionato né In Europa.

05/08/2021
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