Il miracolo Lecce: Falcone, Senatore e la quarta salvezza che la storia non aveva mai visto
Di Goalkeepermania | 24 Giugno 2026

C’è un momento preciso in cui una squadra di calcio smette di sperare e comincia a credere. Per il Lecce, quel momento è arrivato il pomeriggio del 25 maggio 2026, quando il destro di Banda ha trafitto la porta del Genoa e ha regalato ai giallorossi qualcosa che nessuno, in 117 anni di storia del club, aveva mai conquistato: la quarta salvezza consecutiva in Serie A.
Non tre, come le generazioni del 1988-91, del 1999-02 e del 2003-06. Quattro. Una cifra che rompe ogni precedente, che riscrive il libro dei record di una società che ha fatto della resilienza la propria identità. Trentotto punti, dieci vittorie, otto pareggi, venti sconfitte. Sul campo e contro tutto. E davanti a quella porta — sempre lì, sempre presente — c’era lui: Wladimiro Falcone.
La storia dentro la storia: tre anni da miglior giocatore del Lecce
Per capire cosa ha rappresentato Falcone in questa stagione, bastano due numeri: media voto 6,42, miglior giocatore del Lecce per la terza stagione consecutiva. Non un caso, non una coincidenza. Una costante. In un ambiente che cambia allenatori, che lotta ogni anno per non retrocedere, che vive di emozioni e di miracoli, il portiere di San Pietro Vernotico è diventato la pietra angolare. Eusebio Di Francesco non ha avuto dubbi: all’arrivo sulla panchina salentina, uno dei primi gesti è stato nominare Falcone capitano. Un riconoscimento tecnico e umano insieme.
Poi è arrivata la consacrazione definitiva: la Top 5 portieri della Serie A 2025/26 stilata da Tuttomercatoweb. Non un’opinione, ma una sentenza collettiva. Eppure, per chi lavora con i dati, il giudizio era già scritto mesi prima — nei numeri Opta.
+7,20: cosa significa davvero quel segno più
Il calcio moderno ha imparato a misurare quello che l’occhio fatica a vedere. Una delle metriche più efficaci per valutare un portiere è il Goals Prevented, ovvero la differenza tra i gol attesi dai tiri in porta (xGOT, Expected Goals on Target) e i gol effettivamente subiti. In parole semplici: quanti gol il portiere ha evitato rispetto a quello che un estremo difensore medio avrebbe concesso.
Nel campionato 2025/26, Falcone ha affrontato tiri con un valore complessivo di xGOT pari a 56,20, ma ha subìto soltanto 50 gol (49 escludendo le autoreti). Il risultato? Goals Prevented: +7,20. Significa che Falcone ha evitato oltre sette gol che, statisticamente, sarebbero dovuti entrare. Sette punti in palio. In una classifica dove la salvezza si è decisa con pochi punti di distacco, quei sette gol potrebbero tranquillamente essere la differenza tra la Serie A e la Serie B.
Il ranking mette tutto in prospettiva. Nella Top 5 della Serie A per gol evitati troviamo: Maignan +8,96, un fuoriclasse assoluto in una squadra costruita per vincere. Carnesecchi +7,97, il portiere della Nazionale. La grande sorpresa Muric +7,71. E poi lui, Falcone +7,20, davanti a Provedel (+5,91). Un portiere di una squadra che lotta per la salvezza, con le spalle al muro quasi ogni domenica, che fa meglio di chi gioca in ambienti più protetti. Non è un paradosso: è la misura della qualità.
L'uomo che è arrivato in silenzio

Nell’estate del 2025, quando Eusebio Di Francesco ha firmato per il Lecce, si è portato dietro il suo staff. Tra questi c’era un signore di 58 anni, capelli grigi, sguardo diretto, abituato a lavorare nell’ombra: Catello Senatore, detto “Lello”. Un nome che molti tifosi non conoscevano. Un nome che, invece, chi lavora nel settore dei portieri rispetta profondamente.
Senatore non è arrivato al Lecce per caso. Alle spalle ha quasi vent’anni di lavoro nei professionisti, una carriera costruita club dopo club, progetto dopo progetto, sempre con la stessa filosofia: prima il campo, poi la vetrina. Il suo profilo è quello dell’allenatore dei portieri “vecchio stile” nel senso più nobile del termine — quello che sa esattamente cosa sta facendo e non ha bisogno di spiegarlo a nessuno, perché i risultati parlano per lui.
Affiancato da Luigi Sassanelli, alla sua undicesima stagione consecutiva al Lecce e depositario della memoria storica del club, Senatore ha costruito un rapporto di lavoro che ha dato a Falcone nuovi strumenti senza snaturarlo.
Una carriera ventennale: da Udine a Lecce, passando per ogni promozione possibile
La storia professionale di Catello Senatore è un viaggio attraverso il calcio italiano che vale la pena ripercorrere. Tutto è cominciato — nel senso moderno del termine — all’Udinese, dove tra il 2007 e il 2010 ha lavorato con Pasquale Marino. Quel binomio Senatore-Marino diventerà il filo conduttore di anni di lavoro: Parma (2010-11), Genoa (2011-12), Pescara (2013-14, dove ha incrociato anche Serse Cosmi), Vicenza (2014-16), Frosinone (2016-17), Brescia (2017-18). Stagioni di costruzione, di gavetta ad alto livello, di affinamento di un metodo.
Poi lo Spezia (2018-20), dove Senatore è stato tra i primi a lavorare con Vincenzo Italiano — quel Vincenzo Italiano che avrebbe poi conquistato la coppa Italia con il Bologna.
Il capitolo più significativo, prima del Lecce, è stato il Frosinone. Prima con Fabio Grosso (2021-23) e poi con Di Francesco (2023-24). Con Grosso, Senatore ha contribuito a costruire qualcosa di straordinario: una squadra promossa in Serie A con tre giornate di anticipo, con la miglior difesa e il miglior attacco della Serie B. Una promozione che aveva la firma di un collettivo che funzionava, di un portiere ben preparato, di un lavoro difensivo di altissimo livello. Poi il Venezia (2024-25), ancora con Di Francesco, prima dell’approdo a Lecce.
Senatore è anche collaboratore nazionale di “ilportiere.com” e autore di pubblicazioni tecniche sulle esercitazioni per portieri. Un uomo di campo che ha anche la capacità di sistematizzare il pensiero. Raro.
I numeri che raccontano il lavoro di Senatore
Un allenatore dei portieri lascia la sua firma non nei gol parati in modo spettacolare, ma nell’insieme delle abitudini tecniche che un portiere sviluppa. Abitudini che, moltiplicate per 37 partite e 3.330 minuti, diventano statistiche. E le statistiche di Falcone nel 2025/26 raccontano un portiere completo, non soltanto reattivo ma soprattutto proattivo.
Il dato più affascinante è quello dei Keeper Sweepings: 24. In tutta la Serie A, solo Jean Butez (61, ma in una situazione tattica del tutto particolare nel sistema di Fabregas al Como) ha fatto meglio. Falcone è 2° in Italia per uscite preventive. Quel numero non nasce dal coraggio fine a sé stesso, ma da una lettura del gioco allenata ogni giorno: riconoscere quando uscire, quando coprire lo spazio, quando essere il “libero” aggiunto che anticipa l’attaccante. È la firma di un portiere che ha lavorato sulla gestione dello spazio, sulle posture corrette e non solo sulla reazione al tiro.
Poi c’è il dato sui cross: 534 cross subiti in area, un numero che già da solo racconta quanto il Lecce abbia dovuto soffrire difensivamente. Eppure, su quelle 534 traiettorie alte, Falcone ha completato 15 buone uscite aeree con una percentuale di cross reclamati del 32%. E la voce che colpisce di più? cross_not_claimed: 0. Zero uscite a vuoto. Nemmeno una. In 37 partite, con 534 cross, Falcone non si è mai mosso dalla porta per non prendere il pallone. Zero errori di valutazione sulle uscite alte. Un dato di affidabilità assoluta.
Infine, le parate: 109 su 159 tiri nello specchio, con una percentuale del 68,55%. L’87 parate su tiri da dentro l’area parlano di un portiere che lavora soprattutto in situazioni di pericolo ravvicinato, il contesto tattico del Lecce, costretto spesso a difendere alto e compatto. Tiri bloccati in presa: 15. Respinte: 25. La differenza tra i due numeri racconta molto: Falcone predilige la presa, la certezza, il controllo. Le respinte arrivano quando la forza del tiro non lascia altra scelta.
Il metodo e il valore del lavoro invisibile
C’è una domanda che nel calcio viene fatta raramente: quanto vale un allenatore dei portieri? La risposta, di solito, si trova nei silenzi — nelle partite che non si perdono per colpa della porta, nelle sconfitte che non avvengono, nei gol che non entrano.
Catello Senatore ha trascorso quasi vent’anni a costruire risposte a questa domanda, club dopo club, senza clamore. Ha imparato con Marino la disciplina del metodo, con Italiano l’adattabilità alle filosofie offensive, con Grosso la costruzione di un collettivo vincente, con Di Francesco la gestione di ambienti under pressure. Ogni esperienza ha aggiunto uno strato al suo bagaglio.
Al Lecce, quell’esperienza ha incontrato Falcone in un momento di maturità tecnica e umana. Il risultato è visibile nei numeri Opta, nella fascia da capitano, nel record storico che nessuno aveva mai centrato.
Il calcio ama i numeri sette: sette gol evitati, +7,20 Goals Prevented. Sette gol che, nella lotta per la salvezza, possono fare la differenza tra restare e andare. Sette gol che raccontano un portiere, ma anche un allenatore dei portieri che ha fatto il suo lavoro nell’ombra, con competenza, con metodo, con passione.
La quarta salvezza del Lecce ha molti padri. Uno di loro si chiama Catello Senatore. In pochi lo sanno, ma per questo ci siamo noi.
Dati statistici: Opta | Fonte classifiche: Tuttomercatoweb

