LA FIORENTINA ROMPE LO SCHEMA:
DALL’OMO, LA VERA RIVOLUZIONE TECNICA VIOLA PARTE DALL’AREA PORTIERI

Non è una questione di panchine, ma di filosofia: dietro la nomina di Aurelio Andreazzoli in Primavera si nasconde una scelta ancora più significativa, quella di Alessandro Dall’Omo come allenatore dei portieri del vivaio viola. Ed è lì, nella scelta di Claudio Filippi, che si misura davvero il cambio di passo della Fiorentina.

di Goalkeepermania — Partner Ufficiale Opta | 16 Luglio 2026

Nel calcio moderno, spesso, la comunicazione conta più della sostanza. Si annunciano organigrammi, si parla di “progetti giovani”, ma alla prova dei fatti le scelte tecniche continuano a rispondere a logiche di superficie. Quello che sta accadendo in casa Fiorentina in queste ore, invece, merita un’analisi più profonda, perché racconta un cambio di paradigma reale, scritto negli organigrammi tecnici del club più che nei comunicati. E la parte più interessante di questa storia, per chi come noi di Goalkeepermania lavora ogni giorno sulla formazione dei portieri di domani, riguarda un nome preciso: Alessandro Dall’Omo.

Il contesto: Andreazzoli rompe lo schema Primavera

La regola non scritta del calcio giovanile italiano prevede che le big affidino la propria Primavera ad allenatori giovani, spesso ex calciatori al primo o secondo incarico, che “crescono insieme ai ragazzi”. Un modello seguito dalla stessa Fiorentina fino a ieri, tra Alberto Aquilani e Daniele Galloppa. Con Aurelio Andreazzoli, tecnico esperto e navigato in categorie superiori, il club rompe questo schema: una scelta atipica, controcorrente, firmata dal Direttore Sportivo Fabio Paratici, a cui va riconosciuto il merito di aver puntato su un profilo fuori standard per la propria Primavera. È il contesto in cui si inserisce la notizia che, dal nostro punto di osservazione, conta davvero di più.

Fabio Paratici, Direttore Sportivo della Fiorentina

Fabio Paratici, la firma dietro la scelta Andreazzoli

Dall’Omo, la vera notizia per chi si occupa di portieri

Ieri, 15 luglio 2026, è uscita la lista completa dello staff tecnico della Primavera viola, e il dato che merita la lettura più attenta è un altro: il nuovo allenatore dei portieri del settore giovanile è Alessandro Dall’Omo, tecnico che nelle ultime due stagioni ha lavorato in prima squadra, allenando anche David De Gea, portiere internazionale della Fiorentina.

Alessandro Dall'Omo, allenatore dei portieri della Fiorentina Primavera

Alessandro Dall’Omo, per due stagioni allenatore dei portieri della prima squadra viola, ora alla guida dei portieri della Primavera

Non è un dettaglio marginale. Portare in Primavera un allenatore che viene dalla prima squadra, e che viene da un lavoro quotidiano con un portiere del livello di De Gea, (e Di Gregorio a Monza) significa trasferire nel vivaio un metodo, un linguaggio tecnico e uno standard di lavoro che normalmente restano confinati alla prima squadra. Per un settore giovanile, avere sulla porta un tecnico abituato a certi ritmi e a certe richieste tecniche è una differenza di sostanza, non di forma: cambia il modo in cui i portieri più giovani vengono allenati, valutati, corretti.

La scelta di Filippi: perché merita un complimento esplicito

Il dettaglio che rende questa nomina ancora più significativa è la sua origine: la decisione di spostare Dall’Omo dalla prima squadra al settore giovanile non è stata presa da Paratici, ma dal nuovo allenatore dei portieri della prima squadra, Claudio Filippi. Con questa mossa, Filippi diventa di fatto anche il coordinatore dell’intera area portieri del club, prima squadra e settore giovanile riuniti sotto un’unica visione tecnica.

Claudio Filippi, allenatore dei portieri e coordinatore area portieri Fiorentina

Claudio Filippi, oggi coordinatore dell’intera area portieri viola

Ed è qui che, da Goalkeepermania, ci sentiamo di essere netti: è una scelta che va elogiata senza riserve, perché non era affatto scontata. Un allenatore dei portieri appena arrivato in un club avrebbe potuto limitarsi al proprio perimetro, la prima squadra, lasciando il vivaio a logiche indipendenti. Filippi ha fatto l’opposto: ha rinunciato a tenere per sé un tecnico che ha lavorato con De Gea, per investirlo su un progetto di lungo periodo nel settore giovanile. È una decisione che dimostra una visione da coordinatore vero, non da semplice allenatore di reparto: chi pensa l’area portieri come un sistema unico, e non come un compartimento stagno tra prima squadra e vivaio, alza il livello di tutta l’organizzazione. Rispetto a questo, il pur legittimo merito di Paratici su Andreazzoli resta una scelta coraggiosa sulla panchina Primavera; quello di Filippi è, nella nostra materia, un segnale tecnico di portata superiore.

Cosa significa per la formazione dei portieri viola

Il trasferimento di Dall’Omo dalla prima squadra al vivaio non va letto come un downgrade, ma come un investimento. Un tecnico che ha allenato De Gea e Di Gregorio porta con sé riferimenti concreti su gestione dei carichi, lettura delle situazioni di gioco, standard di rendimento richiesti a un portiere di vertice. Trasferire questi riferimenti a chi oggi ha 16, 17, 18 anni significa accorciare le distanze tra il modo in cui un portiere viene formato in Primavera e ciò che gli verrà chiesto, un giorno, in prima squadra. È l’aspetto che, tecnicamente, rende questa nomina più rilevante di quella in panchina.

Trofei o crescita?

La Fiorentina Primavera ha già vinto uno scudetto di categoria in tempi recenti, ma un trofeo giovanile non garantisce, da solo, un flusso costante di portieri e giocatori pronti per il salto in prima squadra. Le scelte di Paratici e Filippi sembrano rispondere proprio a questo: non inseguire un altro titolo Primavera, ma costruire un percorso tecnico continuo, capace di produrre portieri già abituati, culturalmente e tecnicamente, agli standard richiesti ai piani alti.

La Fiorentina Primavera campione d'Italia

La Fiorentina Primavera campione in carica: il trofeo non è il punto d’arrivo

Riflessione finale

La doppia nomina Andreazzoli-Dall’Omo racconta due velocità diverse dello stesso progetto: la prima, quella della panchina, è un segnale di discontinuità apprezzabile; la seconda, quella dei portieri, è la scelta che pesa di più, perché arriva da chi oggi ha la responsabilità tecnica di tutta l’area portieri viola. È su questo secondo fronte che la Fiorentina, a nostro giudizio, sta davvero anticipando i tempi.

Analisi tecnica: Goalkeepermania — Partner Ufficiale Opta.

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