FIORENTINA è L'ORA DEL CORAGGIO!

I numeri di De Gea, la difesa bassa e il momento di Tommaso Martinelli

Di Riccardo Caprai | 26 Maggio 2026

La stagione 2025-26 della Fiorentina si è chiusa con un 15° posto che lascia in eredità profonde riflessioni tattiche. I dati Opta dipingono un quadro di sofferenza prolungata: la squadra viola ha giocato con la linea difensiva più bassa di tutta la Serie A (23,5 metri).

In questo contesto di pura trincea, la stagione di David De Gea rappresenta un paradosso affascinante: un portiere formidabile tra i pali, ma passivo nella gestione dello spazio.
A fronte di una qualità di tiri subiti altissima (xGOT 50,11), lo spagnolo ha registrato un eccellente Goals Prevented di +2,11. Tuttavia, il rovescio della medaglia è drammatico: su 525 cross affrontati (numero record), De Gea ha effettuato soltanto 16 prese alte (High Claims). È intervenuto solo sul 3% dei palloni piovuti in area, rimanendo perennemente ancorato alla linea di porta e subendo la densità avversaria.

Ed è qui che si inserisce prepotentemente il tema del futuro: Tommaso Martinelli.

Mentre a Firenze si soffriva passivamente, a Genova (sponda Sampdoria) il classe 2006 ha avuto un impatto che possiamo finalmente misurare con l’autorevolezza dei dati Opta. In 16 presenze da titolare in Serie B, Martinelli ha dimostrato di avere lo stesso identico pregio e, ad oggi, lo stesso identico difetto del veterano spagnolo.

L'Efficacia tra i pali: Un talento confermato

Nonostante la giovane età e la pressione della piazza, Martinelli ha chiuso con un Goals Prevented positivo di +1,74 (15 gol subiti su 16,74 xGOT). Para il 68,6% dei tiri e vanta un ottimo “Indice di Sicurezza” sulle respinte: per 14 volte ha indirizzato la palla in Safe Zones, concedendo solo 9 ribattute pericolose. Proprio come De Gea, tra i pali è un fattore.

Il dominio dello Spazio: Come De Gea...

Ecco il vero campanello d’allarme metodologico. Su 228 cross affrontati nel suo semestre in B, Martinelli ha effettuato soltanto 8 prese alte. Anche le uscite fuori area (Sweeper actions) si fermano a quota 6.
Per capire l’entità del dato basta guardare chi ha dominato la Serie B nello spazio: Demba Thiam ha registrato 64 prese alte e Palmisani 44. Martinelli tende, oggi, alla stessa passività di De Gea.

Il bivio viola

Qual è allora la vera differenza che dovrebbe spingere la Fiorentina a cambiare? L’anagrafe e la prospettiva.
De Gea, dall’alto dei suoi 35 anni, è un prodotto finito e cristallizzato: non cambierà il suo modo di interpretare il ruolo. Martinelli, al contrario, è pura creta da plasmare. Ha il talento naturale per blindare la porta (+1,74 GP lo dimostra) e tutto il tempo per costruire il coraggio necessario nelle uscite alte e nelle letture preventive.

La Fiorentina si trova a un bivio: confermare un veterano solido ma conservativo, che obbliga la squadra a difendere a 23 metri, o iniziare a plasmare in casa il portiere del futuro? La prossima Coppa Italia (e non solo) non deve essere per Martinelli una vetrina da “comparsa”. Deve essere il suo banco di prova reale.

Per iniziare un nuovo percorso serve coraggio. Lanciare un giovane italiano sarebbe il primo vero segnale di una società che vuole smettere di difendersi e iniziare a costruire un futuro migliore.

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